"La Resurrezione di Cristo ci dà la certezza che il male non ha l’ultima parola. Sorretti da questa certezza, potremo impegnarci perché nasca un mondo più giusto". Con questo "auspicio", formulato nei termini di un augurio pasquale, il Papa ha concluso l’ultima udienza generale prima di Pasqua, alla quale hanno partecipato circa 20mila fedeli, in una piazza S. Pietro assolata. Benedetto XVI ha ricordato che il perdono "che ci viene donato nel sacramento della penitenza è sorgente di pace e rende apostoli di pace in un mondo dove continuano purtroppo le divisioni, le sofferenze e i drammi dell’ingiustizia, dell’odio e della violenza", ma anche ha aggiunto dell’incapacità di riconciliarsi e di ricominciare di nuovo grazie al perdono".
Ripercorrendo, nella fase iniziale della catechesi, i riti del triduo pasquale, il Santo Padre ha evocato l’agonia del Signore nell’orto del Getsemani. "Preso da grande angoscia, narra il Vangelo, Gesù chiese ai suoi di vegliare con Lui rimanendo in preghiera: ‘Restate qui e vegliate con me’, ma i discepoli si addormentarono". "Ancora oggi ha commentato il Papa il Signore chiede a noi: ‘Restate e vegliate con me’. Anche noi, come i discepoli, ci addormentiamo spesso".