"Questa situazione di sfida aperta che il male sta lanciando contro la nostra terra, si può tramutare in occasione di grazia per una vita evangelica sempre più eroica". Lo ha detto questa mattina mons. Giancarlo Maria Bregantini, celebrando la Messa crismale nella cattedrale di Locri. Secondo mons. Bregantini “non è strano l’essere additati o attaccati. Sia come vescovo che come presbiteri o laici. Ogni prete, nelle nostre condizioni difficili, può essere o il don Abbondio di manzoniana memoria che vive nella costante paura e nel calcolo, oppure può divenire come fra Cristoforo, generoso e coraggioso, capace di sfidare apertamente il malvagio nel nome di Cristo, pronto anche a subire l’ingiustizia pur di rimanere fedele alla verità, sempre comunque portando al perdono, come sa dire a Renzo, mentre vede don Rodrigo morente di peste sul giaciglio di paglia". “E’ stata una Quaresima provata, vera, segnata da grandi tentazioni ed evidenti prove, come il fuoco che purifica l’oro ha aggiunto il vescovo – Ci ha preoccupato l’aggressione alla vita, a tutta la vita, che vediamo spesso schiacciata ed offesa. Ed è di fronte a questa aperta e ricorrente violazione della vita che si è elevata forte la voce di condanna della nostra Chiesa di Locri-Gerace, con la condivisione della Conferenza episcopale calabra, della Nunziatura apostolica in Italia e della Cei nelle parole affettuose e chiare del suo segretario generale, mons. Giuseppe Betori”.