BENEDETTO XVI: GIOVEDÌ SANTO, LA CHIESA E IL “POTERE DI ASSOLVERE”, AI SACERDOTI: “FISSIAMO LO SGUARDO SU DI LUI”

Di quel “mistero commovente” che è l’istituzione del ministero sacerdotale “fa parte anche il potere di assolvere”, che “ci fa partecipare anche alla sua consapevolezza riguardo alla miseria del peccato e a tutta l’oscurità del mondo e ci dà la chiave nelle mani per riaprire la porta verso la casa del Padre”. Nella prima parte dell’omelia della Messa crismale del Giovedì Santo, il Papa si è soffermato sui “segni” che caratterizzano il sacramento del sacerdozio, tra cui il “gesto antichissimo” dell’imposizione delle mani, che “riassume un intero percorso esistenziale”. Come quello di Pietro, che quando “improvvisamente si è accorto che l’acqua non lo sosteneva e che stava per affondare” ha gridato “Signore, salvami!”. “Come Pietro – ha commentato il Santo Padre abbiamo gridato: “Signore, salvami!” (Mt, 14, 30). Vedendo tutto l’infuriare degli elementi, come potevamo passare le acque rumoreggianti e spumeggianti del secolo scorso e dello scorso millennio? Ma allora abbiamo guardato verso di Lui… ed Egli ci ha afferrati per la mano e ci ha dato un nuovo ‘peso specifico’: la leggerezza che deriva dalla fede e che ci attrae verso l’alto”. “Fissiamo sempre di nuovo il nostro sguardo su di Lui e stendiamo le mani verso di Lui”, è l’invito del Santo padre ai sacerdoti: “Lasciamo che la sua mano ci prenda, e allora non affonderemo, ma serviremo la vita che è più forte della morte, e l’amore che è più forte dell’odio”.