Una mostra su importanti figure del giornalismo italiano cadute sul campo mentre assolvevano al loro "dovere" di "fare informazione": è la mostra "Il giornalismo che non muore", che dopo le tappe di Bologna e Palermo arriva a Catania, nel Monastero dei Benedettini, dove si fermerà fino al 29 aprile; l’inaugurazione avverrà domani, mercoledì 19 aprile, alle 11.30, nella sala delle Biblioteche Riunite Ursino e Recupero. Dedicata a 14 giornalisti che hanno perso la vita facendo il loro lavoro, la mostra prevede la partecipazione domani, durante l’inaugurazione di "testimoni" come Elena Fava, figlia di Giuseppe Fava, i genitori di Maria Grazia Cutuli, Simona Cocuzza reporter e amica di quest’ultima, Sonia Alfano figlia di Beppe Alfano, cronista de "La Sicilia" di Barcellona Pozzo di Goto. Sonia Alfano si legge in una nota continua a battersi perché sia fatta luce sull’assassinio di suo padre e ha ricevuto di recente minacce di tipo mafioso. Ilaria Alpi, Mauro De Mauro, Enzo Baldoni, Maria Grazia Cutuli, Mario Francese e tanti altri (fra i quali i siciliani Giuseppe Fava e Beppe Alfano) verranno ricordati con fotografie e scritti. "Ogni pannello spiegano i promotori dell’iniziativa, ideata dall’associazione Ilaria Alpi-Comunità Aperta di Riccione ed adottata dall’Ordine dei giornalisti di Sicilia – offre uno sguardo sul percorso professionale ed esistenziale di ciascuno e cerca, assieme alle fotografie, di proporre un ricordo degli esempi importanti che questi giornalisti rappresentano". La mostra è studiata come percorso didattico, con visite guidate organizzate per le scuole (info: 338-5496456).