Una esortazione all’Unione europea perché riveda il Regolamento Dublino II sui richiedenti d’asilo, perché presenta "lacune" che vanno sanate. Lo chiede oggi l’Alto commissariato delle Nazioni Unite (Acnur/Unhcr) per i rifugiati, evidenziando in uno studio "la necessità di una sostanziale revisione" del Regolamento, "al fine di assicurare il rispetto dei diritti dei richiedenti asilo e rifugiati". Il Regolamento, entrato in vigore nel settembre 2003 attualmente la Commissione europea sta preparando una propria revisione viene applicato in tutti i Paesi Ue, comprese Danimarca, Norvegia e Islanda, allo scopo di individuare quale Paese sia responsabile dell’esame di una domanda d’asilo nel caso la persona si sposti all’interno dell’Europa. Tra le 20 raccomandazione dell’Unhcr la questione più importante è "che il testo del Regolamento proibisca esplicitamente che il richiedente asilo venga inviato fuori dello spazio regolato da Dublino II, senza che la sua richiesta sia sta esaminata". L’ Unhcr chiede anche "un approccio più coerente alla questione dei ricongiungimenti familiari" e di applicare, nei casi di minori non accompagnati, "il principio del superiore interesse del bambino". Esorta inoltre gli Stati a garantire ai richiedenti asilo la possibilità di fare ricorso contro eventuali trasferimenti. Secondo stime dell’ Unhcr il 15% delle richieste d’asilo inoltrate nel 2005 nei 25 Paesi Ue sono stati soggetti alla procedura di determinazione della responsabilità secondo il Regolamento Dublino II.