"Il ricordo di uomini come Eugen Bolz ed il vescovo Joannes Baptista Sproll può diventare per noi un impulso salutare, una memoria che ci induce a riflettere per essere, nel luogo e nel tempo in cui ci troviamo, testimoni della nostra fede". Queste le parole di mons. Gebhard Fuerst, vescovo di Rottenburg-Stuttgart, pronunciate ieri sera alla cerimonia per la consegna di due segni riferiti a due testimoni della fede uccisi dai nazisti, nella Basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, luogo di memoria dei Martiri del Novecento istituito da Papa Giovanni Paolo II nel corso del Giubileo del 2000, affidato alla Comunità di Sant’Egidio.
Eugen Bolz è stato l’unico presidente di un Land ad essere ucciso in carcere dalla Gestapo, per essersi opposto energicamente al nazismo. "La sua profonda pietà e la sua fede – ha spiegato mons. Gebhard Fuerst – sono particolarmente evidenziate dalla sacchetta con le ostie che conservava gelosamente nella prigionia, e che oggi viene consegnata alla memoria di questa Basilica."
"E l’altro testimone della fede, – ha aggiunto il vescovo mons. Joannes Baptista Sproll: vescovo di Rottenburg-Stuttgart, resistette al nazionalsocialismo dalla prima ora, pur essendo più volte minacciato e colpito con pietre, tanto da minarne la salute in maniera letale". Una di queste pietre sarà conservata in San Bartolomeo all’Isola Tiberina.
"Anche a noi è chiesto di essere testimoni fino agli estremi confini della terra, – ha affermato mons. Fuerst – non possiamo accettare tutto: anche noi dobbiamo denunciare quando si raggiunge il limite e viene messa in pericolo la stessa vita degli uomini".” “+