Quest’anno sono stati inviati al Premio Ilaria Alpi 240 video contro i 220 dello scorso anno. I partecipanti sono 150. In aumento anche le donne, circa la metà dei concorrenti, lo scorso anno erano un terzo. La maggiore partecipazione si registra nelle sezioni classiche del Premio, che dal ’95 promuove servizi ed inchieste giornalistiche: la sezione A (servizi da tg) conta 33 video, la B (servizi fra i 4′ e i 15′) 63 video e la C (inchieste oltre i 15′) 67. Anche il Premio Produzione riservato a filmati inediti conta 12 reportage. Sono 15 i filmati inviati dagli studenti delle Scuole di Giornalismo per la sezione biennale a loro dedicata. Sono invece 28 i giornalisti della sezione Giovani. Per la sezione dedicata ai giornalisti stranieri sono in gara 30 filmati. Per la partecipazione italiana la Rai è la più presente, con oltre 70 video. Seguono Mediaset con 30, e La7 con 10. Significativa la presenza del satellite. Le emittenti locali, a cui è riservata la sezione D, partecipano con 31 servizi. Particolare attenzione è stata data al lavoro (soprattutto precario e nero), in vista anche del Premio “Il lavoro che non si vede”. Si parla anche di immigrazione, dell’emarginazione nelle periferie, italiane e francesi, dei pericoli dell’amianto, di mafia; di diversamente abili, dei bambini e delle donne dell’Africa, della situazione balcanica. Le premiazioni dei vincitori si terranno il 3 giugno, ultima giornata del Premio Ilaria Alpi, in programma dal 28 maggio al 3 giugno a Riccione.