MESSA: A TARANTO NASCE IL PRIMO "CENTRO STUDI SULL’OMELIA", PERCHÉ "NON DIVENTI IL TORMENTO DEI FEDELI"

Un Centro studi sull’omelia intitolato a Giovanni Paolo II, il primo del genere in Italia, è l’iniziativa voluta dall’arcidiocesi di Taranto, "per valorizzare questa forma originalissima di comunicazione della fede". "L’idea è nata durante un convegno a gennaio – spiega al Sir don Cosimo Damasi, direttore dell’ufficio comunicazioni sociali e membro del Comitato scientifico del Centro studi – perché ci siamo resi conto della necessità di valorizzare questo strumento. Da un calcolo approssimativo incontriamo ogni domenica milioni di fedeli, ma con quale efficacia? Abbiamo ascoltato anche le loro difficoltà ed esigenze. Non vogliamo che l’omelia diventi il tormento dei fedeli o il momento di massima noia durante una celebrazione". Per questo il Centro studi – che diventerà operativo il prossimo anno pastorale (con sede provvisoria all’arcivescovado) e organizzerà seminari di studi, giornate di approfondimento e pubblicherà una rivista – oltre a proporre il recupero della ricca tradizione omiletica del passato, avrà una parte più legata alla comunicazione nella società contemporanea, quindi ai modi e linguaggi più efficaci per comunicare attraverso l’omelia. Che non escluderà l’utilizzo delle nuove tecnologie. "Perché no?", conferma don Damasi: "Già nelle grandi celebrazioni, a piazza San Pietro come a Lourdes, si usano i maxischermo, le immagini. Anche in parrocchia a volte le usiamo. L’importante è uscire dall’illusione che bastino le nuove tecnologie per comunicare con efficacia. Perché i contenuti si trasmettono solo con la parola, che rimane la modalità comunicativa più diretta".