CHERNOBYL: MONS. SCHWARZ (KLAGENFURT-AUSTRIA), “NON POSSIAMO LASCIARE ALLE GENERAZIONI FUTURE LA SOLUZIONE DEI NOSTRI PROBLEMI”

” “In occasione del ventennale della catastrofe del reattore di Chernobyl, il vescovo della diocesi della Carinzia, mons. Alois Schwarz, responsabile per l’ambiente della Conferenza episcopale austriaca, ha definito l’incidente “una delle più grandi catastrofi ecosociali” del secolo appena concluso. “Le persone e la natura soffrono ancora oggi a Chernobyl e intorno a Chernobyl, in tutta Europa si registrano migliaia di vittime”. Mons. Schwarz individua “pesanti motivi economici”, determinanti per la mancata dismissione immediata di Chernobyl dopo il disastro. “Ma proprio per considerazioni di natura economica e di etica economica, la rinuncia controllata all’energia nucleare rappresenta per l’Europa una delle opzioni più importanti per la riuscita di una strategia comune europea della sostenibilità”. “Se in Europa si vuole costruire una società basata sui principi della sostenibilità”, ha aggiunto, da Chernobyl occorre trarre la conclusione “che in futuro non potremo permetterci l’energia atomica né da un punto di vista economico, né da un punto di vista ecologico e sociale. Non si può puntare su una tecnica che in caso di errore umano o abuso può condurre a conseguenze irreversibili. Non possiamo lasciare alle generazioni future la soluzione dei nostri problemi”, ha sottolineato mons. Schwarz, lodando al contempo i progetti assistenziali austriaci che hanno sostenuto le popolazioni colpite dalla catastrofe in Ucraina e in Bielorussia negli ultimi 20 anni.