FRANCIA: LETTERA DELLE CHIESE CRISTIANE AL PREMIER VILLEPIN, "PREOCCUPAZIONE" PER IL NUOVO PROGETTO DI LEGGE SULLA IMMIGRAZIONE (2)

Nella lettera a De Villepin, le Chiese cristiane di Francia affermano che il nuovo progetto di legge può avere “delle serie conseguenze sulla sorte di uomini e donne che già vivono in una situazione precaria”. Ciò che più preoccupa le Chiese è il fatto che “il progetto di legge contenga misure che avranno l’effetto di restringere ancora di più le possibilità di regolarizzazione degli stranieri" lasciando "un gran numero di persone in uno stato di precarietà amministrativa e sociale". Nella lettera si passano in rassegna le varie misure contenute nel progetto di legge. Condividendo la preoccupazione del governo di "evitare le illegalità", le Chiese ritengono che la legge rischia, per esempio, "di ritardare il ricongiungimento familiare e di lasciare intere famiglie in un lungo periodo di incertezza". Riguardo poi agli irregolari, le Chiese fanno notare che la realtà dei "sans papiers" è "incontenibile, stimata oggi per centinaia di migliaia di persone. Si può unicamente proporre loro di ripartire nei loro Paesi di origine? Ci sembra una ipotesi irrealista dal punto di vista pratico e problematico sul piano umano". La legge, inoltre, prevede una estensione della lista dei cosiddetti "Paesi di origine sicura" e questo comporta inevitabilmente una restrizione delle protezioni per i "richiedenti asilo" con una "diminuzione delle azioni di accompagnamento sociale e di aiuto" previste in questi casi. Non convince le Chiese neanche la “creazione di una carta delle competenze e dei talenti" che rischia di "creare una ineguaglianza forte tra categorie di persone".