“Dagli archivi americani e inglesi emerge che il Papa Pio XII già dall’inverno del ’39, fino al luglio del 44, ha personalmente cercato le vie per una possibile pace tra il governo di Berlino e quello di Londra”. Lo ha dichiarato al Sir Matteo Luigi Napolitano dell’Università di Urbino, a proposito della cosiddetta congiura contro Hitler, che prevedeva un rivolgimento della situazione tedesca dal suo interno. Lo storico è intervenuto oggi al convegno organizzato, a Roma, dalla rivista “30 Giorni” su papa Pio XII, il regime nazista e il vescovo Clemens August Von Galen, proclamato beato da papa Benedetto XVI in ottobre. “In questo contesto il vescovo Von Galen, coraggioso oppositore al neopaganesimo di stampo hitleriano, era indicato da Papa Pacelli un chiaro esempio di fronte all’episcopato intero, in particolare nei confronti di quello austriaco, che si era rivelato piuttosto debole di fronte all’occupazione hitleriana”, ha aggiunto lo storico di Urbino. “Una resistenza di tipo morale, quella di Von Galen ha specificato al Sir Heinz Hürten, dell’Università di Eichstätt e per questo particolarmente temuta e contrastata dal regime nazionalsocialista” ‘Nelle sue famose prediche, che gli valsero l’appellativo di Leone di Münster, ha aggiunto Hürten – Von Galen, in stretto rapporto epistolare con il Papa, come documenta il libro di Stefania Falasca, denunciò con forza il progetto per l’eliminazione delle ‘vite senza valore'”.