“È immorale che il vincitore del Grande Fratello vinca 900 mila euro". Lo afferma Luca Borgomeo, presidente dell’Aiart, associazione di telespettatori di matrice cattolica, che definisce la trasmissione di Canale 5, seguita da milioni di spettatori, "uno schiaffo alla miseria, uno sperpero di risorse in un certo senso pubbliche, visto che per trasmettere quella trasmissione viene utilizzato l’etere che fino a prova contraria è un bene di tutti, della comunità, dello Stato". "Il Grande Fratello spiega il presidente dell’Aiart – è il frutto di una sottocultura che purtroppo sta prendendo piede nella nostra società e che privilegia l’apparenza alla sostanza, finendo così per rovesciare la scala dei valori e dei principi che costituiscono il tessuto connettivo di una comunità e del suo patto sociale". "Novecentomila euro per non fare assolutamente nulla è un vero scandalo", conclude Borgomeo, secondo il quale "i produttori del Grande Fratello danno veramente un pessimo esempio e veicolano un messaggio diseducativo, non solo perché questa trasmissione e’ un chiaro esempio di tv spazzatura, ma anche perché un premio così elevato può riuscire a convincere i giovani che basta fare niente per guadagnarsi una cifra che una persona comune non riesce a mettere insieme nemmeno in una vita intera di onesto lavoro”.