"Non c’è posto per le mine antiuomo in una società civilizzata". È quanto si legge nel Messaggio che il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha scritto in occasione della Giornata internazionale per la consapevolezza sulle mine e l’assistenza all’azione contro le mine che si celebra domani, 4 aprile. "Le mine antiuomo si legge – sono crudeli strumenti di guerra. A decenni di distanza dalla fine dei conflitti, questi assassini invisibili giacciono silenziosi sul terreno, aspettando di uccidere e mutilare. Una singola mina antiuomo – o addirittura la paura della sua presenza – può impedire agli agricoltori di coltivare i campi, ai rifugiati di tornare a casa, ai bambini di giocare. Blocca la fornitura di assistenza umanitaria e impedisce il dispiegamento degli operatori di pace". Tuttavia la rapida entrata in vigore della Convenzione del 1997 per il loro bando "ha sottolineato l’ampia condanna morale di queste armi. Il Trattato, che conta 150 Stati, sta già dando risultati tangibili. I governi, i donatori, le Ong e le Nazioni Unite collaborano per affrontare il problema in oltre 30 Paesi. Sia la produzione sia il collocamento delle mine antiuomo sono in diminuzione. Il commercio globale di mine si è di fatto fermato, le riserve sono state distrutte, le operazioni di sminamento sono state accelerate e sono state iniziate campagne di informazione sui rischi delle mine". Annan conclude con l’invito "ai governi ad assicurare la riabilitazione e la reintegrazione dei sopravvissuti alle mine e affinché aumentino le risorse destinate all’azione contro le mine".