"È un orrore che si possa rapire un bambino e ucciderlo così. La vita è sempre sacra e la vita dei bambini rappresenta tutta la vita del mondo, è una violenza inaccettabile, è una barbarie". Ma il dolore e l’orrore non possono essere "un’occasione" per chiedere la pena di morte. A ribadirlo è la Comunità di Sant’Egidio che in un comunicato esprime solidarietà alla famiglia del piccolo Tommy. "Abbiamo visto le scritte negli stadi. Abbiamo sentito le parole di chi chiede la pena di morte, e di esponenti politici che in piena campagna elettorale la chiedono in nome del Paese" scrive Sant’Egidio che ricorda: "nessuna morte, inflitta dallo stato, restituisce mai la vita. Al contrario conferma e fa crescere una cultura di morte. L’Italia è il paese in Europa che più di ogni altro si è speso perché questa barbarie sparisca dai codici penali del mondo intero, ed è un grande onore fare parte di questo paese anche per questo". "Chiediamo a tutti responsabilità, nelle parole, nel non incoraggiare gli istinti peggiori del paese, che ci fanno essere tutti peggiori conclude il comunicato – Non c’è mai giustizia senza vita. Occorre ricordarlo tutti, cominciando da chi ha più responsabilità e da chi ha un ruolo pubblico".