"La Chiesa dell’amore è anche la Chiesa della verità", e quando c’è "il pericolo di perdere la fede" esiste "un preciso dovere di chi crede la Chiesa dell’amore, e vuol vivere in essa, interrompere la comunione con chi si è allontanato dalla dottrina che salva". Lo ha detto il Papa, che nella tradizionale udienza generale si è soffermato sul "dovere dell’amore fraterno fra i cristiani" e sul "dono della comunione" che "è custodito e promosso in particolare dal ministero apostolico, che a sua volta è dono per tutta ala comunità". "Gli apostoli e loro successori ha detto Benedetto XVI – sono i custodi e i testimoni autorevoli del deposito della verità consegnato alla Chiesa, come sono anche i ministri della carità rivelata e donata dal Signore Gesù. Il loro è, in tal senso, anzitutto un servizio di amore: e la carità che essi vivono e promuovono è inseparabile dalla verità che custodiscono e trasmettono". "La verità e l’amore ha sottolineato il Papa sono due volti dello stesso dono che viene da Dio e che grazie al ministero apostolico è custodito nella Chiesa e ci raggiunge fino al nostro presente! Anche attraverso il servizio degli Apostoli e dei loro successori l’amore di Dio Trinità ci raggiunge per comunicarci la verità che ci fa liberi".