Lo scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare del Golfo per "infiltrazioni mafiose" è "un fatto gravissimo che ferisce tutti, un segnale di morte che va compreso nelle sue cause remote e prossime e che non può lasciare nessuno di noi indifferente". E’ quanto scrive mons. Francesco Micciché, vescovo di Trapani, in una lettera diffusa dai parroci di Castellammare del Golfo al termine della fiaccolata cittadina per ricordare Giovanni Paolo II, ad un anno dalla morte. Nella missiva, il presule si augura che "questa ferita del nostro tessuto sociale si trasformi in occasione provvidenziale per dare inizio ad una vita nuova, per fare un esame di coscienza, per progettare e attuare un autentico riscatto sociale", facendo "responsabilmente la nostra parte perché mai più si verifichi una situazione così grave, pesante e nociva per una città". "Non è tempo di lanciare anatemi o di fare antimafia di facciata, né giova piangersi addosso, commiserarci, disperarci, adagiarci alla logica della morte ineluttabile delle istituzioni e della politica", puntualizza il vescovo, esortando i fedeli a ripudiare "la cultura del compromesso, dell’illegalità, del clientelismo, del diritto scambiato per favore, del sopruso tacito, dell’abuso, dell’intreccio di interessi inconfessabili, delle lobby di potere occulto e di stampo mafioso, dell’accondiscendenza e del servilismo".