“Giovanni Paolo II sapeva come utilizzare la televisione e come far sì che essa coprisse tutta la sua vita pubblica, ma non la ha mai manipolata e ne ha sempre rispettato gli operatori e i professionisti”. Lo ha detto oggi il presidente del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali, mons. John P. Foley, introducendo il convegno “Giovanni Paolo II: evento religioso, evento televisivo” organizzato dalla Rai (fino a domani) alla Pontificia Università Gregoriana a Roma. “Un Papa così straordinario da stravolgere ogni teoria di comunicazione. Con il potere di surriscaldare i media e modificarne totalmente la natura”: così il critico cinematografico e televisivo gesuita Virgilio Fantuzzi. Molti i documenti audio-visivi presentati, da archivi Rai, vaticani e della televisione polacca Telewizja Polka. L’elezione di Giovanni Paolo II per il docente Armando Fumagalli si colloca in piena “crisi di secolarismo della Chiesa cattolica”. In quel contesto, ha affermato il responsabile Rai Vaticano Giuseppe De Carli, “Giovanni Paolo II ha segnato una svolta: un nuovo tempo ha avuto inizio”. Il tempo di “una Chiesa giovane e piena di entusiasmo”, ha aggiunto Fumagalli. Il tempo di una Chiesa, ha detto il regista Krzysztov Zanussi, “capace di mostrare tutti i suoi volti: sorridente, allegra, umoristica, familiare, stanca, affamata, arrabbiata, a volte dura e un po’ ruvida, e sempre con la stessa preoccupazione: l’amore per l’altro, per la singola persona, per ciascun fedele come se fosse unico”.