GIOVANNI PAOLO II: CONVEGNO RAI, “IL PRIMO PAPA DEL VILLAGGIO GLOBALE” (2)

“Il suo pontificato ha segnato uno spartiacque nella storia della Rai e di tutto il sistema della comunicazione”: il pensiero del vicedirettore di Rai1 Claudio Donat-Cattin è stato ripreso più volte nel corso del convegno “Giovanni Paolo II: evento religioso, evento televisivo” organizzato dalla Rai alla Pontificia Università Gregoriana e conclusosi oggi. Era il “Papa dei gesti”, ha detto Gianpiero Gamaleri, consigliere del Centro televisivo vaticano, perché i suoi gesti “erano omelie”. Un “Papa a colori”, ha aggiunto Giancarlo Innocenzi Botti, della Libera Università Maria SS. Assunta di Roma, perché “usciva dal grigiore delle regole della comunicazione istituzionale, sdoganando e svecchiando tutto il sistema della comunicazione, non soltanto curiale”. Per Sean Patrick Lovett, direttore del programma 105Live di Radio Vaticana e docente alla Gregoriana, “Giovanni Paolo II è stato il primo Papa ‘tattile’ della storia: esprimeva la sua affettività con uno stile paterno e con una forte consapevolezza della dimensione corporale e sensoriale della persona. Stava sempre in ascolto dell’altro. Era la persona più vista nel mondo e tra quelle che hanno visto di più. Annusava l’aria pura di montagna. E il mondo, a volte critico, più spesso compiaciuto, lo guardava incredulo”. Per l’autore televisivo Stefano Rizzelli la malattia del pontefice è stata uno “scandalo mediatico”. "Tanto si è parlato del Codice da Vinci – ha commentato – ma molto ci sarebbe da riflettere sul Codice Wojtyla”.