Aibi, Amici dei Bambini, è costretta a allungare i tempi: per le coppie che intendono adottare un bambino abbandonato non saranno sufficienti due anni di attesa ma quattro. "Non da oggi denunciamo che si sta bloccando il sistema delle adozioni internazionali in Italia dice Marco Griffini presidente di Aibi non riusciamo a garantire, in tempi stretti, il diritto di ogni bambino abbandonato a vivere e crescere in famiglia". Causa di questo slittamento, secondo Aibi, è "la Cai, la Commissione per le adozioni internazionali che invece di promuovere le adozioni ostacola il lavoro degli enti con un eccesso di burocrazia. Quando il Paese straniero ha già concesso l’autorizzazione all’ente italiano di operare potremmo adottare subito e invece occorre attendere due anni prima che la Cai conceda la sua autorizzazione". I dati dell’associazione dicono che da gennaio ad aprile si sono avvicinate all’adozione 750 coppie, mentre solo 15 sono state le adozioni internazionali portate a termine. Ad oggi sono 327 coppie in lista di attesa. Questo, spiega Aibi, "perché la Commissione interpreta restrittivamente un articolo del proprio regolamento, il 9, sull’indicazione del Paese straniero in cui l’ente vuole andare a operare. Tutto questo non è previsto dalla legge sulle adozioni internazionali ma tanto basta perché gli enti si trovino costretti a lottare con documenti e procedure per aprire nuovi Paesi".