"La trasmissione della vita umana, a differenza della trasmissione della vita non umana, è dotata di una sua originalità, che deriva dall’originalità della persona: solo la persona umana è capace di donarsi, è capace di amare". Lo ha affermato questa mattina a Roma il card. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, intervenendo al congresso internazionale organizzato dal Pontificio istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, sul tema "Amare l’amore umano. L’eredità di Giovanni Paolo II su matrimonio e famiglia". L’uomo, ha aggiunto il porporato, "raggiunge pienamente la sua propria modalità di esistere, l”essere per se stesso’, quando si dona. Il dono di sé è la più perfetta realizzazione delle capacità della persona, l’attuazione eminente della sua intrinseca potenzialità". Nella vita coniugale questa è la cifra fondamentale che distingue l’uomo dalle altre specie viventi. "L’unione sessuale coniugale ha concluso il card. Caffarra quando è potenzialmente feconda non perde la sua intima verità e bontà, che consiste nell’essere dono reciproco di se stessi da parte dei coniugi: nessuno dei due può essere ‘usato’ in vista della fecondità. La nascita del figlio può essere attesa nell’unico modo in cui i due coniugi possono unirsi: nella modalità del dono".