GIOVANNI PAOLO II: A 25 ANNI DALL’ATTENTATO, RICORDO DI QUELLA “MANO MATERNA”

“Giovanni Paolo II, dopo l’attentato di Ali Agca, parlava di ‘una mano materna che deviò la traiettoria della pallottola’. Si sentiva salvato da Maria”. Renzo Allegri, autore del libro “Il Papa di Fatima”, dedicato a Karol Wojtyla, lo ricorda in occasione del 25° anniversario dell’attentato, avvenuto il 13 maggio 1981, proprio nella ricorrenza del giorno in cui per la prima volta la Vergine apparve a Fatima. Il Papa, essendosi riconosciuto, “subito dopo l’attentato”, nel “vescovo vestito di bianco” della terza parte del di Fatima, ” divenne un fervente missionario di Fatima”. “Nel 1984 – richiama Allegri – volle anche realizzare la Consacrazione della Russia alla Madonna, come lei aveva chiesto, fatta ‘dalla Chiesa’, cioè dal Papa in unione con tutti i vescovi”. Per Allegri anche il crollo del muro di Berlino è da collegare al messaggio di Fatima: dopo la Consacrazione della Russia a Maria nel 1984, “caso strano e inspiegabile – sottolinea Allegri -, nel giro di sei anni si verificò un rivoluzionario cambiamento nella situazione politica mondiale”, tra cui “il crollo dei vari regimi comunisti, la caduta del muro di Berlino, lo scioglimento dell’Unione sovietica, il ritorno della libertà religiosa in Russia e negli altri Paesi dell’ex impero comunista”. E tutto questo, conclude Allegri, “avvenne senza alcun spargimento di sangue”.