"Un’accogliente mano protesa verso l’alto come simbolo di pace ed invito implicito alla vicinanza". E’ il soggetto del "maxitelo" di circa 750mq che riproduce un acquerello del maestro belga Jean Michel Folon, visibile a partire da domani, 16 maggio. L’opera, realizzata da "Ekletica" grazie al supporto della Cei, sarà la prima di una serie di gigantografie di opere d’arte che accompagneranno gli interventi di conservazione e restauro del Duomo di Milano, portati avanti dalla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano per arginare i danni provocati a quest’ultimo da inquinamento, intemperie, vibrazioni del traffico, presenza dei piccioni. 10.500 mq di facciata, con 12 guglie e centinaia di elementi marmorei: iniziato nel gennaio del 2003 e destinato a concludersi entro la fine del 2007, il restauro in corso vedrà in quella di Folon la prima installazione, grazie ad "un’opera di grande sobrietà, dal tratto fiabesco e poetico, che utilizza simboli intimamente legati alla dimensione spirituale del sacrato", si legge in una nota, tenendo così "in massima considerazione il rispetto della sacralità dei luoghi" che ha "come valore fondamentale la tutela della qualità estetica e di arredo urbano del sagrato". Il "progetto di comunicazione" per il Duomo di Milano verrà presentato giovedì 18 maggio, alle ore 12, in una conferenza stampa (palazzo Besana, piazza Belgioioso 1), a cui interverranno tra gli altri Livio Gualerzi, responsabile Progetti Speciali della Cei, e mons. Luigi Manganini, arciprete del Duomo di Milano.