Dinanzi ai motivi di preoccupazioni che emergono dal quadro internazionale, come le difficoltà politiche di israeliani e palestinesi, i complicati assetti istituzionali in Iraq e Afganistan, il programma nucleare dell’Iran, la sofferenza dell’Africa e la minaccia del terrorismo, "si avverte fortemente il bisogno di una maggiore presenza dell’Europa, e in particolare dell’Unione europea, sulla scena mondiale". Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) nella prolusione che ha aperto oggi nell’aula del Sinodo in Vaticano, la 56ª Assemblea generale dei vescovi italiani. "Finora però ha affermato il cardinale – sia riguardo all’approvazione del Trattato costituzionale sia in ordine alla realizzazione di una comune politica estera e di difesa, l’Unione europea non è riuscita a superare la posizione di stallo che si è venuta a creare: questi sono dunque gli ambiti su cui concentrare gli sforzi e far prevalere lo spirito unitario". Il presidente della Cei ha inoltre rimarcato il fatto che "specialmente da parte del Parlamento europeo, si insiste in pronunciamenti che non rispettano il criterio della sussidiarietà, la cultura e le tradizioni proprie dei diversi Paesi membri, e contrastano gravemente con fondamentali verità antropologiche". (segue)” ”