“Stiamo vivendo tempi – ha osservato Benedetto XVI – nei quali i cristiani sono chiamati a coltivare uno stile di dialogo aperto sul problema religioso, non rinunciando a presentare agli interlocutori la proposta cristiana in coerenza con la propria identità”. Mentre “sempre più si avverte l’importanza della reciprocità nel dialogo”. L’importanza del dialogo, secondo il Papa, è testimoniata dagli “sforzi che in tante comunità si vanno facendo per tessere con gli immigrati rapporti di mutua conoscenza e stima, che appaiono quanto mai utili per superare pregiudizi e chiusure mentali”. Ricordando il “comandamento nuovo dell’amore” che Cristo ha lasciato ai suoi discepoli, Benedetto XVI ha invitato i “singoli credenti” ad “aprire le loro braccia ed il loro cuore ad ogni persona, da qualunque Paese provenga, lasciando poi alle autorità responsabili della vita pubblica di stabilire in merito le leggi ritenute opportune per una sana convivenza”. “Ovviamente – ha concluso -, c’è da sperare che anche i cristiani che emigrano verso Paesi a maggioranza islamica trovino là accoglienza e rispetto della loro identità religiosa”.