"Una preoccupante deriva del gioco del calcio che si è trasformato in uno spettacolo da commercializzare e che deve rendere a tutti i costi". Commenta così don Aldo Bertinetti, responsabile dell’ufficio diocesano torinese della pastorale turismo, sport e tempo libero, la bufera che ha colpito il mondo del calcio. A pochi giorni dalla vittoria del 29° scudetto della Juventus, che ha portato uno sparuto gruppo di persone in piazza a festeggiare, don Bertinetti sottolinea che "occorre tornare ai grandi valori, a vivere lo sport con un supplemento d’anima", come indicato dal documento sullo sport della Cei del 1999. Il sacerdote ricorda anche la carta presentata dagli atleti "sul recupero dei valori sportivi" durante il Giubileo. Auspica che i tifosi svolgano un "ruolo di critica e di pungolo" e non la "brutta testimonianza degli ultras". Chiede a ciascuno la responsabilità di contribuire a cambiare "il calcio spettacolo". Ricorda che le associazioni sportive come il Csi (Centro sportivo italiano) e le Pgs (Polisportive giovanili salesiane), "sono testimoni di un modo diverso di vivere lo sport, mettono al centro l’uomo". "Lo scandalo calcistico fa male a tutto lo sport" afferma Massimo Sacco, presidente provinciale di Torino del Csi. "Sono anni continua che ci battiamo per uno sport a misura d’uomo e non di tv. Ciò che sta emergendo scippa tutti noi italiani di una passione vera: non vince chi è più bravo o magari anche più fortunato, ma chi è più furbo". ” ” ” “