Dagli Stati Uniti il rappresentante della Conferenza episcopale Michael Galligan-Stierle, assistente per l’educazione universitaria, ha segnalato la presenza di 591.188 studenti esteri (su 16,3 milioni di studenti universitari), tra cui molti musulmani. Da un questionario inviato a 2500 cappellani cattolici dei campus è risultato molto ampio il numero di “programmi offerti per e dalla popolazione studentesca musulmana negli Usa”. Hanno portato la loro testimonianza anche responsabili dell’apostolato del mare, della pastorale tra i Rom e religiose che aiutano le donne ad uscire dalla tratta. Suor Patricia Ebegbulem, nigeriana, ha detto che le donne musulmane del suo Paese sono costrette a prostituirsi “sia in patria, sia in terra straniera, per ragioni di povertà e discriminazione”. Ed ha proposto di dichiarare il 2010 l’Anno della dignità delle donne. Sulla situazione dei musulmani in Europa si è soffermato invece padre Hans Vöcking, del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee). Padre Vöcking si è detto “fiducioso che, nonostante la difficile situazione attuale, per il futuro è prevedibile, un’integrazione che terrà conto più dei valori che delle leggi, con un’evoluzione rispetto al modello medioevale islamico”.