CODICE DA VINCI: BARISONE (ALBA FESTIVAL FILM), “UNA CACCIA AL TESORO” CHE ASSOMIGLIA AL “GIOCO DELLE TRE CARTE”

“Una lunga ed estenuante caccia al tesoro, densa di quiz da Settimana enigmistica” che, come “il gioco delle tre carte”, dà allo spettatore la “sensazione di essere caduto in un imbroglio”: questo, in sintesi, “Il Codice da Vinci”, pellicola che ieri sera ha inaugurato il festival di Cannes, nel giudizio di Luciano Barisone, direttore di “Alba Film Festival”. “Se il libro era noto per la sua azzardata ricostruzione del presente e del passato – osserva Barisone dopo avere assistito alla proiezione della pellicola – il film non lo migliora in niente, seguendo pedissequamente la pagina scritta, inventandosi flashback storici che, nella fattura, ricordano quelli televisivi di Quark, scegliendo attori dai tratti lombrosiani per interpretare i cattivi, propinando battute che destano ilarità irrefrenabili”. “Verboso e pretenzioso nello spiegare sommariamente ciò che viene annunciato come la verità” prosegue il critico, il film fa “sentire lo spettatore come l’ingenuo passante alle prese con il gioco delle tre carte: si è affascinati dal movimento delle mani, ma la sensazione predominante è quella di essere caduti in un imbroglio”. E “il pubblico” che ha assistito alla prima cannense”, conclude Barisone, “se n’è accorto”: “alla proiezione stampa nessun applauso e un buon numero di fischi”, a quella ufficiale “spettatori estenuati da due ore senza sorprese e senza senso”.