"La gente ha capito che non si può andare avanti senza credere e continuare a investire nella propria attività". E’, in sintesi, il bilancio fatto da mons. Tinti, vescovo di Carpi, sulla visita che in questi giorni ha compiuto in molte fabbriche, dove ha registrato "segnali di ripresa, senza dubbio leggera ma reale", sia a livello di imprenditori che di maestranze, in un "clima di fiducia che non era presente lo sorso anno". "La crisi che indubbiamente c’è stata e si è fatta sentire pesantemente – ha detto il presule sta cominciando a dare buoni frutti se si è capito che bisogna amare il proprio lavoro. Occorre amarlo anche, soprattutto nei momenti difficili proprio come si fa con una persona cara. Il lavoro ha ammonito il vescovo ha una sacralità perché accompagna la vita di ciascuno e anche per questo suo ruolo, importante sia dal punto di vista personale che sociale, occorre continuare ad investirci in risorse finanziarie ma anche umane". Una delle prime iniziative di mons. Tinti al suo arrivo a Carpi ricorda la diocesi è stato proprio la visita alle fabbriche. "La Chiesa è presente nel mondo del lavoro è perché è lì che l’uomo vive la maggior parte del suo tempo", le parole pronunciate allora dal vescovo.