“Conoscere in Gesù Cristo l’amore di Dio, sperimentarlo tenendo fisso lo sguardo su di Lui, fino a vivere completamente dell’esperienza del suo amore, per poi poterlo testimoniare agli altri”. E’ l’itinerario proposto dal Papa partendo dalla memoria liturgica di oggi, festa del Sacro Cuore di Gesù, considerata dal Papa un aiuto “a comprendere il valore d’una vita autenticamente cristiana, a guardarsi da certe perversioni del cuore, a unire l’amore filiale verso Dio all’amore verso il prossimo”. Per il Pontefice, “il significato più profondo di questo culto all’amore di Dio si manifesta soltanto quando si considera il suo apporto non solo alla conoscenza, ma anche, e soprattutto, all’esperienza personale di tale amore nella dedizione fiduciosa al suo servizio. Esperienza e conoscenza non possono essere separate tra loro: l’una fa riferimento all’altra”. “Preghiera, generosa disponibilità, silenziosa adorazione” sono gli atteggiamenti interiori raccomandati dal Santo Padre per riconoscere “con gratitudine” l’amore di Dio ed “aprirci a tale amore in modo che la nostra vita ne sia sempre più modellata”, tramite uno “sguardo” che “ci aiuta a divenire più attenti alla sofferenza ed al bisogno degli altri”. “Il culto dell’amore che si rende visibile nel mistero della Croce, ripresentato in ogni celebrazione eucaristica conclude il Papa costituisce il fondamento perché noi possiamo divenire persone capaci di amare e di donarsi”.