“La fecondazione in vitro” è una “procedura moralmente inaccettabile”. E’, secondo l’agenzia internazionale Fides, quanto affermano i vescovi del Kenya in un documento diffuso all’indomani della notizia della nascita nel Paese di alcuni bambini frutto di tale pratica. Nella dichiarazione, a firma del presidente della Conferenza episcopale kenyota, mons. John Njue, i presuli definiscono “comprensibile” la sofferenza delle coppie sterili, ma ribadiscono che “la fertilizzazione in vitro è in contrasto con l’ordine morale voluto da Dio” poiché “attraverso tale procedura viene minata la dignità del bambino”, ridotto a “oggetto di manipolazione e a qualcosa da possedere a tutti i costi”. “Ancora più grave – proseguono i presuli – è che per ottenere una nascita, molti (embrioni, ndr.) devono perdere la vita”; vita “che inizia con il concepimento” e dà origine a tutti gli effetti ad “una persona che ha dei diritti”. Tuttavia, si legge ancora nel documento, “oggi esistono procedure moralmente accettabili che salvaguardano i principi del rispetto della vita e della dignità della persona umana”. Di qui l’esortazione conclusiva alle coppie senza figli “a ricorrere a pratiche di concepimento assistito o anche all’adozione” nel pieno “rispetto del bambino e della dignità della procreazione umana”.