La nomina del card. Crescenzio Sepe a nuovo arcivescovo di Napoli è "un evento ‘misterico’ da accogliere come grazia specialissima che rafforza la fede nella continuità alla bimillenaria tradizione della Chiesa. Napoli, che non ha mai conosciuto lacerazioni e distacchi dalla Sede di Pietro, ancora una volta desidera dare voce al sentimento di vivissima gratitudine al Signore per la paterna tenerezza che Benedetto XVI continua a rivolgere alla nostra diocesi". Lo scrive mons. Vincenzo Pelvi, vescovo ausiliare di Napoli, in una nota che appare sul sito diocesano. "La Cattedra episcopale aggiunge mons. Pelvi – non è inventata dagli uomini, ma è garantita dalla successione apostolica. Ogni vescovo manifesta e richiama quella potestà divina di cui l’umanità ha bisogno per guardare con fiducia al suo futuro". I Pastori della Chiesa di Napoli, chiarisce il vescovo ausiliare, "non sono che espressioni viventi e operanti di Cristo. Le espressioni, varie e mutevoli, si avvicendano nel tempo, la realtà espressa è permanente, immutabile, eterna. E noi, perciò, non chiediamo una Chiesa secondo i nostri gusti, ma amiamo questa Chiesa che il Signore continuamente edifica". Mentre la diocesi "si dispone ad accogliere il suo nuovo Pastore", Napoli, sottolinea mons. Pelvi, "continuerà ad essere unita intimamente all’arcivescovo Giordano, oggi più di prima, con la gratitudine, l’ammirazione e la preghiera".