"La mafia vive sulla dipendenza delle persone, una logica di appartenenza che si spezza solo valorizzando le competenze delle persone nell’ambito di un’esperienza cooperativa che esalta la dignità della persona e del suo lavoro". E’ quanto ha detto ieri mons. Giancarlo Maria Bregantini, vescovo di Locri-Gerace, intervenendo a Trento ad una riunione del Tavolo della Locride. Nella Locride secondo il presule occorre aiutare le persone a "riflettere sulla loro dignità. Da oltre dieci anni stiamo percorrendo con il Trentino un percorso che ha portato molti frutti positivi. Gli attentati che abbiamo subito sono collegati al drammatico momento vissuto con l’omicidio Fortugno, ma la reazione di molti giovani – ha spiegato il presule, originario del Trentino ma da un decennio in Calabria – offre oggi una prospettiva diversa, e questo è anche il frutto del lavoro compiuto in questi anni. Se gli attentati non ci hanno piegato e non ci hanno creato eccessive difficoltà è perché la rete e il sistema che abbiamo costruito ha retto ed ha accresciuto la propria forza grazie alla solidarietà che abbiamo trovato in tutt’Italia". Durante l’incontro – al quale ha partecipato anche il presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai si è fatto il punto sui progetti di scambio e cooperazione in atto tra la Locride e il Trentino.