RAPPORTO ISTAT: FORTI DISEGUAGLIANZE DEI REDDITI, GIOVANI, ANZIANI E FAMIGLIE TRA I PIÙ PENALIZZATI (2)

Secondo il Rapporto la struttura di reddito familiare più diffusa è quella in cui il titolare è pensionato (20,6%), al secondo posto quella di chi percepisce un reddito da lavoro dipendente (15,3%), poi quelle con 2 o più percettori di reddito da lavoro dipendente (13,4%), quelle con 2 o più percettori da soli trasferimenti pubblici (11,2%). Dai dati emerge anche che sono stati 4,2 milioni i percettori di basso reddito da lavoro, in media soli 507 euro al mese, e 2,4 milioni di loro lavorano 30 o più ore a settimana. 1,5 milioni vivono in famiglie che soffrono di disagio economico, e si tratta soprattutto di giovani con redditi da lavoro autonomo e dipendenti con orari full time e a tempo determinato. Il fenomeno riguarda maggiormente le donne (28% contro il 12 degli uomini), i giovani sotto i 25 anni (36%), le persone con livello di istruzione inferiore alla licenza media (32%) e i lavoratori del settore privato (21% contro il 5 degli impiegati del settore pubblico). Sono i redditi da pensione una fonte importante ma sono forti le differenze: gli importi maggiori – pensioni di anzianità e di vecchiaia – sono al Nord e permettono anche trasferimenti all’interno della famiglia.Nel Mezzogiorno, invece, se sono soli, i redditi da pensione portano a situazioni di povertà. La casa rappresenta un fattore di protezione sociale per gli anziani. Per i giovani invece il costo dell’abitazione costituisce un peso rilevante in oltre il 30% dei casi. (segue)