RAPPORTO ISTAT: FORTI DISEGUAGLIANZE DEI REDDITI, GIOVANI, ANZIANI E FAMIGLIE TRA I PIÙ PENALIZZATI

Forte la disuguaglianza dei redditi nel nostro paese, maggiore a quella dei principali paesi europei, ma inferiore a quella di Stati Uniti e Regno Unito. È il Mezzogiorno a mostrare il grado maggiore di disuguaglianza al suo interno, dipendente più dalle differenze interne ai gruppi di famiglie e alle ripartizioni, soprattutto da Sud e Isole, che dal divario tra i redditi medi. E’ quanto emerge dal Rapporto annuale Istat sulla situazione del Paese nel 2005 presentato oggi alla Camera dei deputati. Illustrando le varie forme di precarietà l’Istat elenca 4 gruppi di soggetti più a rischio di vulnerabilità sociale: i lavoratori a basso reddito e gli anziani. I giovani con difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro e a fermarvicisi stabilmente; i gruppi di lavoratori con bassi livelli di istruzione o che non possono valorizzare il loro capitale umano. l’associarsi di queste condizioni individuali con aree di disagio familiare e di contesto territoriale possono portare a povertà e deprivazione materiale.È bassa l’incidenza del lavoro a termine e si possono riscontrare due tipologie: giovani con alti livelli di capitale umano individuale e/o familiare, cha hanno maggiori potenzialità occupazionali e tutele per il futuro, e giovani con livelli di istruzione ed esperienze lavorative meno spendibili sul mercato del lavoro e che vivono in contesti familiari più precari. (segue)