BENEDETTO XVI IN POLONIA: FARE “PENITENZA” PER I PECCATI DEL PASSATO, MA SENZA “INDULGERE A FACILI ACCUSE”

Bisogna “imparare a vivere con sincerità la penitenza cristiana”, con umiltà ma anche senza “indulgere a facili accuse”. E’ l’invito del Papa al clero polacco, in continuità con quanto affermato a più riprese dal suo predecessore. “Il Papa Giovanni Paolo II in occasione del Grande Giubileo ha più volte esortato i cristiani a far penitenza delle infedeltà passate”, ha ricordato Benedetto XVI tenendo il suo secondo discorso, nella cattedrale di Varsavia: “Crediamo che la Chiesa è santa, ma in essa vi sono uomini peccatori. Bisogna respingere il desiderio di identificarsi soltanto con coloro che sono senza peccato. Come avrebbe potuto la Chiesa escludere dalle sue file i peccatori? È per la loro salvezza che Gesù si è incarnato, è morto ed è risorto. Occorre perciò imparare a vivere con sincerità la penitenza cristiana”. Il Santo Padre ha poi spiegato nel dettaglio cosa significhi per la Chiesa fare un esame di coscienza: “Conviene guardarsi – ha detto – dalla pretesa di impancarsi con arroganza a giudici delle generazioni precedenti, vissute in altri tempi e in altre circostanze. Occorre umile sincerità per non negare i peccati del passato, e tuttavia non indulgere a facili accuse in assenza di prove reali o ignorando le differenti pre-comprensioni di allora”. “Chiedendo perdono del male commesso nel passato – ha concluso – dobbiamo anche ricordare il bene compiuto con l’aiuto della grazia divina che, pur depositata in vasi di creta, ha portato frutti spesso eccellenti”.