SPAGNA: VESCOVI, "L’ORA DI RELIGIONE NON È OBBLIGATORIA PER TUTTI E NON CHIEDIAMO CHE LO SIA"

"Ora di religione sì, ma non obbligatoria per tutti". E’ quanto ha ribadito oggi il portavoce dei vescovi spagnoli José Antonio Martínez Camino dopo l’incontro della Commissione mista Chiesa-Stato sull’ educazione, avvenuto questa mattina a Madrid per parlare della Loe (Legge organica sull’educazione) e degli aspetti riguardanti l’ora di religione e i docenti di questa materia. Il portavoce e segretario della Conferenza episcopale spagnola (Cee) ha chiarito che "i vescovi non sollecitano una materia obbligatoria, ma esigono invece che i centri scolastici siano obbligati – come dagli accordi Chiesta-Stato – ad offrirla garantendo così la libertà religiosa". Lo scopo delle negoziazioni con lo Stato, ha spiegato, è che "i genitori che vogliono e sollecitano l’ora di religione possano farlo". Secondo mons. Martínez Camino "l’ora di religione deve essere impartita in condizioni equiparabili alle altre materie". "I genitori chiedono una materia regolare e non un modo di riempire il tempo, deve avere rigore accademico, esami e professori adeguati e la Loe, così come è ora, non lo garantisce". Il segretario Martínez Camino ha detto che durante la riunione di oggi al Ministero dell’educazione, a cui ha partecipato il cardinale Cañizares, vicepresidente dei prelati spagnoli, "non si è parlato di nessuna alternativa alla materia di religione a scuola" e ha spiegato che "ci sono problemi obiettivi difficili. Ora abbiamo dieci giorni per vedere come trovare soluzioni, non facili ma possibili". "Siamo stati ascoltati dal governo con attenzione", ha detto il portavoce.