DIOCESI: CARPI, LA MEDAGLIA D’ORO ALLA MEMORIA DI DON VENTURELLI ALLA PARROCCHIA DI FOSSOLI

“Don Venturelli ha vissuto confidando sempre e unicamente nel Cristo risorto. Anche quella sera in cui fu assassinato si comportò da pastore buono dei suoi parrocchiani, nessuno escluso”. Lo ha detto, ieri sera, il vescovo di Carpi, mons. Elio Tinti, durante la messa che si è svolta a Fossoli per la consegna alla parrocchia della Natività della Medaglia d’oro al merito civile per la memoria di don Francesco Venturelli, ucciso, sessanta anni fa, da uno sconosciuto. La Medaglia era stata ricevuta da mons. Tinti dalle mani dall’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, il 25 aprile scorso, a Roma. All’inizio della celebrazione, il parroco di Fossoli, don Gianpio Caleffi, ha espresso il desiderio di conoscere lo sconosciuto assassino di don Venturelli “non per odio, non per vendetta, ma per perdonare e riavvicinarci. Dobbiamo sentirci più vicini e allontanare quella lontananza che ci separa”. L’ipotesi più accreditata per l’omicidio è quella di un complotto dei partigiani, che non sopportavano l’attività di don Venturelli a favore dei prigionieri fascisti, internati al campo di Fossoli, dopo la guerra. Dalle ricerche sulla figura di don Venturelli è emerso che il sacerdote conosceva e stimava Odoardo Focherini, un altro testimone della storia carpigiana per aver salvato almeno un centinaio di ebrei dalla deportazione.