BENEDETTO XVI IN POLONIA: AD AUSCHWITZ-BIRKENAU, "PER IMPLORARE LA GRAZIA DELLA RICONCILIAZIONE"

” “Il Papa ha anche chiarito il motivo per cui, dopo essere stato al campo di Auschwitz-Birkenau, nel 1979, con Giovanni Paolo II e, poi, ancora nel 1980, con una delegazione di vescovi tedeschi, non poteva "non venire qui" oggi: "Implorare la grazia della riconciliazione: da Dio innanzitutto che, solo, può aprire e purificare i nostri cuori; dagli uomini poi che qui hanno sofferto, e infine la grazia della riconciliazione per tutti coloro che, in quest’ora della nostra storia, soffrono in modo nuovo sotto il potere dell’odio e sotto la violenza fomentata dall’odio". Se, dunque, di fronte all’orrore dei campi di concentramento, nasce spontanea la domanda "Dove era Dio in quei giorni?", è anche vero, ha osservato il Papa, che "non possiamo scrutare il segreto di Dio; vediamo soltanto frammenti e ci sbagliamo se vogliamo farci giudici di Dio e della storia. Non difenderemmo, in tal caso, l’uomo, ma contribuiremmo solo alla sua distruzione". Verso Dio può solo salire l’"umile ma insistente grido: Svégliati! Non dimenticare la tua creatura, l’uomo". E questo grido verso Dio "deve al contempo essere un grido che penetra il nostro stesso cuore, affinché si svegli in noi la nascosta presenza di Dio, affinché quel suo potere che Egli ha depositato nei nostri cuori non venga coperto e soffocato in noi dal fango dell’egoismo, della paura degli uomini, dell’indifferenza e dell’opportunismo". Un grido che deve scuotere le coscienze perché "anche oggi" ci sono molti che "soffrono per amor di Dio, della verità e del bene".