BENEDETTO XVI IN POLONIA: MESSA NELLA SPIANATA DI BŁONIE, LA FEDE "UN ATTO UMANO MOLTO PERSONALE"

Ricordando il motto del suo pellegrinaggio in terra polacca, sulle orme di Giovanni Paolo II, "Rimanete saldi nella fede!", il Papa ha ricordato come "l’esortazione racchiusa in queste parole" sia "rivolta a ciascuno di noi". La fede, ha continuato, "è un atto umano molto personale, che si realizza in due dimensioni". Da un lato, "credere vuol dire prima di tutto accettare come verità ciò che la nostra mente non comprende fino in fondo. Bisogna accettare ciò che Dio ci rivela su se stesso, su noi stessi e sulla realtà che ci circonda, anche quella invisibile, ineffabile, inimmaginabile. Questo atto di accettazione della verità rivelata allarga l’orizzonte della nostra conoscenza e ci permette di giungere al mistero in cui è immersa la nostra esistenza. Un consenso a tale limitazione della ragione non si concede facilmente". Ed è proprio qui, ha sottolineato Benedetto XVI, che "la fede si manifesta nella sua seconda dimensione: quella di affidarsi ad una persona, non ad una persona ordinaria, ma a Cristo". Dunque, se "è importante ciò in cui crediamo", lo è ancor di più "colui a cui crediamo". Credere, allora, ha chiarito il Santo Padre, "vuol dire abbandonarsi a Dio, affidare la nostra sorte a Lui. Credere vuol dire stabilire un personalissimo legame con il nostro Creatore e Redentore in virtù dello Spirito Santo, e far sì che questo legame sia il fondamento di tutta la vita".