BENEDETTO XVI IN POLONIA: DOBNER, "AD AUSCHWITZ IL SILENZIO E’ STATO IL GRIDO DEL PAPA"

” “Il silenzio – "non quello di valenza meditativa, ma di grande forza interiore che assume i contorni del grido" – opposto al cancello di Auschwitz, "autentica beffa per l’intelligenza dell’uomo perché concretizzazione della menzogna sottesa all’ideologia nazista". È tutto in questo contrasto il senso della presenza di Benedetto XVI al campo di sterminio di Auschwitz. A pensarla così è Cristiana Dobner, carmelitana scalza, che in una nota per il SIR, ripercorre i momenti di questa visita. "Davanti all’orrore del campo nazista – afferma la religiosa – il Papa rifiuta la strada dei paludamenti culturali e imbocca quella della nudità, perché comprende che sarebbero tutte vie di fuga. Lo stesso silenzio si fa cassa di risonanza delle sofferenze di chiunque varcò la soglia menzognera: Benedetto non dimentica nessuno, porta tutti dentro il suo grido". Il silenzio di Dio "rimane imperscrutabile" ed è, per Dobner, "prova di onestà radicale ammetterlo; forse perché intriso di rispetto per la libertà umana che avrebbe dovuto e potuto reagire come von Moltke, Lichtenberg, i giovani ragazzi della Rosa bianca e gli ignoti tedeschi che hanno aiutato i loro connazionali perseguitati a rischio della propria pelle". "Una peculiarità del grido di Benedetto XVI è la creatività; significa piuttosto poggiare talmente saldamente su questa consapevolezza da poter guardare il presente e il futuro e dare vita a iniziative che si dedichino non a cancellare l’orrore ma a farlo diventare humus per la persona. Il grido di Benedetto – è la conclusione – può non piacere, ha lacerato però la pioggia ed è sfociato nel segno della pace, in quell’arcobaleno che sigla la presenza di Dio all’uomo e il rapporto ricreato. Per sempre".” “