Agganciandosi alla tradizione ecumenica precedente, afferma Bromuri nella sua nota per il SIR, “il Papa ha ripercorso le tappe del progresso ecumenico compiuto nel nostro tempo facendo suo il programma espresso da Giovanni Paolo II: La sfida che si pone è di superare a poco a poco gli ostacoli… e crescere insieme in quella unità di cui Cristo dotò la sua Chiesa fin dall’inizio, evitando precipitazione e impazienza”. I passi in avanti citati “non sono – quindi – insignificanti ma segnali ben fissi piantati lungo il percorso ecumenico”. Ma secondo Bromuri ci sono ancora “due amplissimi campi di azione e di responsabilità” indicati dal Pontefice, da cui attendere “qualcosa di più”: “il servizio caritativo delle Chiese anche come impegno caritativo della comunità ecumenica dei discepoli di Cristo nella ricerca di una piena unità” e la questione “coniugale e familiare”. “Nodo centrale da sempre del dialogo ecumenico sono i matrimoni misti” afferma l’esperto per il quale “il Papa, con grande preoccupazione pastorale e con felice intuizione ecumenica, invita al dialogo e alla collaborazione in modo da rendere possibile che un matrimonio misto possa divenire un laboratorio pratico di unità”.