ELEZIONI AMMINISTRATIVE: IL VESCOVO DI TRAPANI SCRIVE AI CANDIDATI E AGLI ELETTORI

"Perché mi sto proponendo come candidato politico? Quali valori coltivo in me, nella mia famiglia, nel lavoro? Ambisco affermarli e, se sarò eletto, promuoverli e difenderli? Quale visione ho della politica? La vedo come servizio alla mia regione, provincia, comune?". Sono alcune domande che mons. Francesco Micciché, vescovo di Trapani, invita "coloro che si sono resi disponibili a scendere nell’agone politico, di qualunque schieramento e partito, a porsi". "Sollecitato da diversi candidati o semplici cittadini", mons. Micciché ha preparato una lettera, diffusa oggi alla stampa, in vista delle elezioni amministrative del 28 e 29 maggio 2006. Il vescovo si rivolge prima ai candidati con alcune domande: "Conosco e vivo i problemi della mia terra? Mi interessa il potere o il bene comune?". E successivamente agli elettori, cui "vorrei gridare forte: non abbandoniamoci agli inutili piagnistei, scegliamo a partire dai principi essenziali per la nostra vita, scartiamo quelli che non ci appaiono coerenti e la cui moralità è dichiaratamente negativa ai nostri occhi… Non vinca mai più il compromesso che genera solo malaffare e mafia. Non vinca mai più la visione della politica come di una cosa sporca". Da qui l’invito del vescovo: "Troppe volte ci siamo vergognati di essere siciliani per fatti orribili che ci hanno visti protagonisti. È il momento di riscattarci, di sentire un coro unanime che si leva dalla gente di Sicilia: sono fiero di essere siciliano per la storia e i valori più autentici del nostro popolo".