La “scuola cattolica sia sempre più riconosciuta come scuola libera e paritaria” e venga garantito ai genitori il diritto di “compiere un’effettiva scelta educativa rispondente ai propri principi”. E’ quanto chiedono i vescovi del Triveneto che questa mattina si sono riuniti a Zelarino (Venezia), presso la sede della Conferenza episcopale regionale (Cet). Nel Triveneto sono circa 1.800 gli istituti di ispirazione cristiana, dalle scuole dell’infanzia alle superiori. Nonostante la legge 62/2000 sulla parità, secondo i vescovi persiste il pregiudizio in base al quale solo la scuola statale è considerata scuola pubblica. Per questo, si legge in una nota della Cet diffusa a conclusione dell’incontro, “è importante lavorare affinché la scuola cattolica sia sempre più riconosciuta come scuola libera e paritaria, dentro un sistema scolastico pubblico e differenziato, capace di valorizzare ogni apporto specifico al servizio della cultura e dell’educazione delle nuove generazioni”. Richiamando inoltre il “diritto-dovere dei genitori a provvedere all’educazione dei figli” sancito dalla Costituzione, i presuli sottolineano che occorre riconoscere alle famiglie la possibilità di “compiere un’effettiva scelta rispondente ai propri principi, senza oneri aggiuntivi sul piano economico e senza discriminazioni tra famiglia e famiglia”. I vescovi, infine, chiedono “l’erogazione immediata dei fondi statali, dovuti per legge nell’anno 2005-2006 e dunque già stanziati”, pena “la chiusura delle scuole”.