Con riferimento alle tensioni internazionali e in particolare alla situazione in Iraq e in Afghanistan, i vescovi, nel loro comunicato, esprimono preoccupazione per "i programmi nucleari dell’Iran, il terrorismo internazionale di matrice soprattutto islamica, la persecuzione per motivi religiosi in varie parti del mondo". Oltre al Continente africano il Comunicato richiama "la delicata situazione in Israele". Sul piano europeo i vescovi auspicano "una più efficace presenza dell’Europa, chiamata a superare la posizione di stallo circa il Trattato costituzionale e a riprendere l’iniziativa per individuare una comune politica estera e di difesa" ed esprimono rammarico "per il mancato riferimento esplicito alle radici cristiane del Continente e per l’insistenza nella richiesta di rivedere le legislazioni nazionali circa il riconoscimento di diritti alle coppie omosessuali equiparabili con quelli delle famiglie fondate sul matrimonio". In tali prese di posizione delle istituzioni europee, si legge nel comunicato, “è possibile ravvisare l’onda lunga dei processi di secolarizzazione ma anche la mancata percezione di un clima diverso che si sta facendo strada nelle popolazioni europee, con la riscoperta della propria identità religiosa, morale e culturale e dei suoi valori e contenuti essenziali”. (segue)