"Restare neutrali di fronte al fatto che la comunità sessuale-affettiva fra persone umane si configuri eterosessualmente o omosessualmente, significa restare neutrali di fronte al bene comune". A contestare la "totale neutralità" dello Stato di fronte alle diverse forme di convivenza è stato il card. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, concludendo ieri sera la "Settimana della famiglia" organizzata dalla parrocchia dei SS.Pietro e Paolo di S.Pietro in Casale. Che "matrimonio, convivenze di fatto, convivenze omosessuali" esigano "da parte della legge uguale rispetto e condivisione", anche tramite l’uguaglianza nell’attribuzione delle risorse pubbliche, è per il porporato "una testi insostenibile", perché "contrasta il bene comune ed espone la società civile a gravi rischi". Al contrario, per Caffarra "tra le diverse forme di vita sociale e i diversi stili di vita personale lo Stato deve privilegiare e favorire quelli che creano e custodiscono valori sociali o capitali sociali, a preferenza di quelle forme e stili di vita che non li costituiscono o li usurano". "È nella comunione coniugale che si costituisce il capitale sociale, che nella comunità omosessuale non viene neppure iniziato", ha puntualizzato il cardinale spiegando la "diversità essenziale" tra la famiglia fondata sul matrimonio e le coppie gay, stigmatizzando "l’ingiustizia insita" nell’eventuale "equiparazione civile". (segue)