IMMIGRAZIONE: DOSSIER CARITAS-MIGRANTES, “3 MILIONI E BABY-BOOM. NO ALLA CHIAMATA NOMINATIVA, SÌ A CITTADINANZA E VOTO” (2)

In Italia i flussi del 2005 hanno riguardato, per il 44,5%, cittadini europei (la Romania è il primo Paese con 42.322 visti) e per un altro quinto cittadini americani, “a temperare le paure di invasione da parte di gruppi non omogenei alla nostra civiltà”, commentano i curatori del Dossier. L’Asia (47.000) e l’America (41.000) sono i continenti con più nuovi ingressi dopo l’Europa, mentre l’Africa con 36.000 visti nel 2005 è diventata minore protagonista dei flussi rispetto agli anni ’80. Dopo la Romania c’è l’Albania (25.530 visti), gli Stati Uniti (20.231), il Marocco (17.343) e la Cina (13.621). Caritas e Migrantes lamentano “una indubbia frattura tra il mercato formale e quello reale espresso dalle aziende e dalle famiglie” e giudicano il decreto flussi “un decreto che costringe al riflusso”, visto che “le domande presentate riguardano per la maggior parte persone già presenti in Italia e pronte, una volta accettata la loro domanda, a ritornare nel loro Paese per ottenere il visto”. Il giudizio di Caritas e Migrantes sulla campagna elettorale e sulle politiche non è soddisfacente. “Chiamare gli italiani a salvaguardare il loro lavoro e il loro benessere in contrapposizione a quello degli immigrati o a scegliere tra la sicurezza e la delinquenza – precisano – significa non rendersi conto che i destini di tutti sono inestricabilmente congiunti”. Oltre alla reintroduzione della possibilità di venire in Italia per la ricerca del lavoro, i due organismi invocano “una nuova mentalità non discriminatoria e il coraggio di procedere alle riforme necessarie”, tra cui “il superamento dell’antiquata legge sulla cittadinanza e l’attribuzione del diritto di voto amministrativo”.