CULTURA: CATTOLICESIMO E LETTERATURA NEL ‘900. DUE INCONTRI A ROMA. SI PARLERÀ ANCHE DEL CODICE DA VINCI

Esiste, in letteratura, una distinzione tra realtà e fantasia? E’ possibile operare un discernimento nel genere fantastico? E come si intreccia questo discorso con la dimensione morale e spirituale della letteratura? A questi interrogativi cercherà di rispondere la Giornata di riflessione su “Cattolicesimo e Letteratura nel ‘900”, giunta alla settima edizione. Quest’anno la manifestazione, promossa dal Pontificio Consiglio della Cultura in collaborazione con l’Istituto della Enciclopedia Italiana, si articola in due pomeriggi, il 9 e il 10 maggio (dalle ore 16,30) e si svolge presso la sala Igea dello stesso Istituto, a Roma. Al centro dello studio la tradizione letteraria di lingua inglese con la lezione del cardinale Newman, la cui influenza è notevole non solo sulla teologia ma anche sulla letteratura nel Novecento (Graham Greene lo definirà “patrono dei romanzieri cattolici”). "Allievi” di Newman si possono considerare quegli autori che hanno coniugato il gusto per il fantastico con l’adesione alla visione cristiana: alcuni oggi noti, come Tolkien, Lewis e altri, come Chesterton, scomparso esattamente 70 anni fa. Una relazione sarà dedicata anche a "Il fenomeno Codice da Vinci". Al volume di Dan Brown, in previsione del film che uscirà il 19 maggio prossimo, l’Associazione romana di studio e solidarietà dedicherà il 16 maggio, presso la Pontificia università san Tommaso d’Aquino (Roma), l’incontro "Il Codice da Vinci: riflessioni sul rapporto finzione/realtà".