"I mass media oggi costituiscono sempre più un elemento significativo nella costruzione della cultura e dei sistemi cognitivi. Ciò va tenuto presente anche nel modo in cui si propongono le omelie, per le quali non è solo questione di linguaggio": lo dice mons. Dario Edoardo Viganò, vice-preside dell’Istituto Pastorale "Redemptor Hominis" della Pontificia Università Lateranense, che nella giornata di domani, martedì 9 maggio, coordinerà a Roma presso lo stesso Ateneo, il convegno su "L’Omelia: prassi stanca o feconda opportunità?". Secondo mons. Viganò, "occorre la consapevolezza dei cambiamenti in corso sul piano antropologico, che richiedono quindi un ripensamento e una nuova consapevolezza nella Chiesa della antica ma sempre feconda prassi dell’omelia". Le relazioni di base del convegno saranno proposte da Sergio Lanza (Univ. Lateranense), Chino Biscontin (Ediz. Queriniana), Ruggero Eugeni (Univ. Cattolica) e Simona Borello (Univ. Salesiana). Nel pomeriggio si terrà una tavola rotonda sui "modelli" omiletici con i professori Lorenzo Dattrino, Giovanni Biallo, Paolo Sartor. Porteranno i loro saluti il rettore della "Lateranense", mons. Rino Fisichella e il preside dell’Istituto Denis Biji Duval.