“Per i caduti proviamo un grande affetto insieme alla più profonda ammirazione”, ha detto l’arcivescovo che si è poi rivolto ai genitori dei giovani uccisi esprimendo gratitudine per aver “generato i figli ai valori più alti”. I giovani – ha aggiunto l’arcivescovo – cercano qualcosa per cui valga la pena di vivere e, se è il caso, di morire”. Rifiutano “l’inconsistenza di tante proposte” e “puntano a ideali alti per i quali spendere le loro energie di intelligenza e di cuore”. Questo investe di "grande responsabilità" gli adulti in quanto ha detto l’arcivescovo "i giovani attendono ed esigono esempi di rigore morale, di onestà intellettuale, di disinteresse, di sacrificio, di abnegazione per il bene comune, di amore alla Patria e al mondo". "In questa prospettiva ha concluso mons. Bagnasco – i giovani ci stimolano a pensare in grande".
Anche la presidenza della Cei aveva espresso in una nota diffusa nei giorni scorsi "dolore e vicinanza alle famiglie dei due alpini". "Questa barbara uccisione scriveva la Cei – sollecita tutti a ribadire l’impegno per affermare i valori della libertà e della democrazia, opponendosi alla piaga del terrorismo che ancora una volta ha seminato distruzione e morte".