ALPINI UCCISI A KABUL: FUNERALI A ROMA; OMELIA DI MONS. BAGNASCO, “UN DOLORE GRANDE E SCONFINATO” (2)

“Per i caduti  proviamo un grande affetto insieme alla più profonda ammirazione”, ha detto l’arcivescovo che si è poi rivolto ai genitori dei giovani uccisi esprimendo gratitudine per aver “generato i figli ai valori più alti”. I giovani – ha aggiunto l’arcivescovo – cercano qualcosa per cui valga la pena di vivere e, se è il caso, di morire”. Rifiutano “l’inconsistenza di tante proposte” e “puntano a ideali alti per i quali spendere le loro energie di intelligenza e di cuore”. Questo investe di "grande responsabilità" gli adulti in quanto – ha detto l’arcivescovo – "i giovani attendono ed esigono esempi di rigore morale, di onestà intellettuale, di disinteresse, di sacrificio, di abnegazione per il bene comune, di amore alla Patria e al mondo". "In questa prospettiva – ha concluso mons. Bagnasco – i giovani ci stimolano a pensare in grande".
Anche la presidenza della Cei aveva espresso in una nota diffusa nei giorni scorsi "dolore e vicinanza alle famiglie dei due alpini". "Questa barbara uccisione – scriveva la Cei – sollecita tutti a ribadire l’impegno per affermare i valori della libertà e della democrazia, opponendosi alla piaga del terrorismo che ancora una volta ha seminato distruzione e morte".