"Il rinnovato interesse per il rapporto tra liturgia e architettura ha proseguito Enzo Bianchi nella prolusione di apertura del convegno "Lo spazio liturgico e il suo orientamento" – è certamente legato alla presa di coscienza, dopo alcuni decenni di oblio, di come lo spazio liturgico sia un luogo simbolico maggiore per la formazione dell’identità cristiana, perché esso da a vedere il lessico e la grammatica della vita cristiana così come sono stati trasmesse dalla grande tradizione". Uno dei temi certamente più complessi e oggi più dibattuti è costituito proprio dall’orientamento della preghiera cristiana: "il volgersi dell’assemblea per pregare verso un’unica direzione rimane un elemento che attende di essere recuperato in tutto il suo valore". In particolare: "Ciò che oggi una parte dei protagonisti del dibattito richiede, è la comune direzione del presbitero e dell’assemblea nella preghiera, domandando di fatto che il presbitero all’altare torni a volgere le spalle ai fedeli durante la preghiera eucaristica". Secondo Enzo Bianchi "si può affermare che la continua e ostinata posizione frontale, vis-à-vis, del presbitero rispetto all’assemblea rappresenta un serio problema nell’attuale prassi liturgica in quanto oscura una verità teologica fondamentale: la liturgia è opera di Dio e l’assemblea è anzitutto alla presenza di Dio che l’ha convocata a sé". Il recupero dell’orientamento liturgico richiede, quindi, anzitutto: "Un profondo ripensamento del situarsi del presbitero rispetto ai fedeli".